La mattina del 10 luglio 2009 la società irpina abbandona il calcio professionistico. Con la stessa denominazione e gli stessi colori, il 7 novembre 1913 rinasce il club, il quale nel maggio dell’anno seguente partecipa al Campionato Regionale Marche, prima di dichiararsi disciolto a fine 1914. Il 7 luglio 1921 nasce il Football Club Macerata, maglia bianca e stemma cittadino in petto, è la prima squadra a giocare fuori regione: il 13 novembre pareggia 1-1 a casa dell’Ideale Bari. Il campionato 1980-1981 è ricordato ai più per la riapertura del mercato agli stranieri: per la prima volta infatti, dopo una ventina di anni di autarchia, le squadre italiane possono acquistare un calciatore a testa proveniente dall’estero. Il Brasile era un paese povero ma anche felice, in cui da mattina a sera per le strade si vedevano frotte di bambini giocare allegri e accontentarsi del poco che avevano. “I bambini giocavano a pallone contro i muri delle case, per strada, sulle scalinate. Povera, pallida Viola. A fine andata era solo a 3 punti dalla zona Champions (30 contro i 33 di Napoli e Juve), poi il crollo. Se poi aggiungete limpegno in Europa League e mixate il tutto, vi renderete conto che lanno terzo del Genoa in A (il primo nel 2008 finì con 9 posto e 48 punti) non è stato fallimentare.
GRANDE SENSO DI RESPONSABILITÀ.La parola è passata poi al neomister bianco: “Voglio anzitutto ringraziare il presidente, il vicepresidente, il direttore e tutta la dirigenza dell’Olbia per la stima che ha mostrato nei miei confronti e per la decisione di voler mettere al centro del progetto uno staff di grandi professionisti. Il nostro primo obiettivo dovrà essere quello di rendere orgogliosi i tifosi e la città di Olbia per quello che faremo, consapevoli che dovremo onorare una maglia molto importante e che l’Olbia venga prima di tutto e di tutti. Sono da sempre convinto che i risultati e i successi sono solo la diretta conseguenza del lavoro quotidiano e della ricerca dei migliori presupposti. Si continuerà a battere la strada iniziata da mister Mereu, al quale mi sento di dire grazie per avermi incoraggiato a fare questo passo. L’esperienza maturata qua a Olbia al fianco di tecnici di comprovato valore come Mignani e Mereu è stata per me fondamentale. Dal confronto non si può che crescere”. Ultimo posto, 29 punti, due allenatori esonerati (Ruotolo per Cosmi, poi Cosmi per Ruotolo: questo è il lato ridicolo del calcio italiano), zero sussulti.
Un avvio atroce (13 partite senza vincere dalla 2a alla 13ma giornata) nel segno di un allenatore velleitario (Ballardini, esonerato il 10 febbraio), poi nelle mani di Reja, onesto traghettatore fuori dallinferno della retrocessione. Una retrocessione mai stata in dubbio. In carriera ha disputato cinque campionati di Serie A con le maglie di Torino, Genoa, Lazio e Pisa, per complessive 85 presenze e 13 reti. C’erano i palloni di cuoio con le cuciture e le maglie delle squadre senza scritte. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Assolutamente consigliate sono le “Calicantiadi”, una rivisitazione molto divertente e in pieno stile Calicanto delle Olimpiadi, in attesa di quelle di Tokyo. Il meglio – Naturalmente Di Natale (foto): 28 gol sono il 52,8 per cento del totale della squadra!
Bungee gol! Prova a segnare! Paga una difesa fragile (quartultima con 59 gol subìti), la stagione grigia di DAgostino (forse incupito da un mancato trasferimento a una grande in estate), il risveglio tardivo di Pepe, la discontinuità di Sanchez. Ventiquattro gol e un cervello calcistico sopraffino in meno conteranno, no? Anche se poi, i risultati sono quanto meno bizzarri. Nel corso della storia del campionato, molti dei top club spagnoli si sono distinti per i loro titoli e le loro prestazioni sul campo. Numero 10,98 per la precisione, perché erano indicati anche i centesimi, più in piccolo. Ho voluto iniziare dalla fine, dai saluti, perché non so se riuscirò a leggere queste poche righe. 1-0 nel derby di Lecce, con rete realizzata dal nuovo arrivato Stefano Okaka (da gennaio in prestito con diritto di riscatto dalla Roma). O Stefano Colantuono, attuale mister del Bari, e Catello Cimmino, promessa non mantenuta di scuola Milan? Stagione da encefalogramma piatto, pure il vecchio Lucarelli, come le stagioni e il Milan Lab, non è più quello di una volta.