Più sottile invece il discorso per così dire ideologico: ON non critica il calcio moderno in quanto distruttore della passione in favore del business, ma semplicemente perché non corrisponde più all’età dell’oro della nostra Serie A. Punto. Entrare nel cuore dell’utente attraverso la passione e trasmettere emozioni uniche che coinvolgano l’utente a 360°. Un’attività ancora inusuale e di difficile attuazione per chi si occupa oggi di Social Media, che ha dimostrato l’efficacia dell’interazione che si può creare intorno ad una passione contagiosa, o meglio virale, su una piattaforma digitale come Facebook”. Merendine schifose, che impallidiscono al confronto di un bel panino con la marmellata o la mortadella, si trasformano in delizie da pasticceria stellata; programmi televisivi, film e cartoni animati osceni vengono ricordati come oro puro, a patto che non vengano visti adesso (chi pensa che Hazzard sia meglio di Breaking Bad può smettere di leggere qui); c’è addirittura chi rimpiange i politici della Prima Repubblica, ladri ma con un loro codice d’onore, e via discorrendo. La mia idea, prima del ritiro, siti di maglie da calcio era solo quella di giocarmela da protagonista. Non serve certo un premio Nobel per spiegarci come la Serie A degli anni ’90 fosse migliore di quella attuale ad ogni livello, cosa che fa scattare in automatico il rimpianto per ciò che era e, almeno al momento, non è più.

Parliamoci chiaro: da piccoli tutto era più bello. Tradotto in parole povere, significa quantomeno che, dietro la semplice pagina, c’è una strategia ben precisa (qui addirittura si scrive che c’è l’agenzia di Bini, Performedia, dietro tutto. La domanda è: siamo in presenza di un’innocente pagina Facebook dedicata al calcio di qualche anno fa o c’è dell’altro? L’ultimo esempio meritevole di segnalazione è una pagina Facebook spagnola, più ideologica nell’impostazione già a partire dal nome (“Odio el fútbol moderno”). Nella stagione successiva il Cagliari, con in panchina il debuttante Daniele Arrigoni e trascinata dal fantasista di Oliena, gioca un campionato dai due volti, fortissimo in casa e fragile in trasferta, rimanendo a lunghi tratti nella parte alta della classifica salvo poi crollare alla fine; la squadra rossoblù chiuderà al 12º posto e raggiungerà per la terza volta nella sua storia la semifinale di Coppa Italia. Un capitano dentro e fuori dal campo!

Prima di elencarle, però, occorre sgombrare il campo dalle accuse di rosicamento che potrebbero piombarci addosso. D’Attoma, solo pochi mesi prima osteggiato dai vertici del calcio tricolore, venne messo a capo della Promocalcio. Lui l’ha visto prima di me. Qualsiasi tentativo di proporre discussioni senza le solite parole-chiave (o, ancor peggio, tentando confronti su basi tecniche serie) viene sempre stroncato sul nascere, tramite valanghe di risposte negative o addirittura ban; l’admin si vanta di aver bannato persone che sostenevano che Dybala fosse più forte di Balbo (esempio a caso, ma ne abbiamo letti di simili), come se buttar fuori dalla propria pagina chi la pensa diversamente fosse motivo di vanto. Chi scrive è stato persino offeso, pubblicamente e privatamente, da un suo ex amico facebookiano per aver osato mettere in discussione il verbo binesco. Non ha messo mai la società contro i tifosi, sarebbe stato molto demagogico dire che ancora poteva e voleva fare tanto per la Juve, invece è stato corretto fino in fondo e ha dimostrato ancora una volta di essere un grande. Con una amica che stava in cella al piano terreno tenevo bada a 9 gatti ed è stato molto bello.fabbrica gucci Oltre alla base di Parigi, mi spostavo nelle diverse filiali dell’azienda bergamasca, in Europa, ma anche in Asia e Nord Africa?

Altro rapporto che lega il mondo gialloblu a quello della maglia azzurra è stata la scelta della FIGC nel 2017 di affidare ad un ex allenatore giarrese il ruolo di CT della Nazionale maggiore: Gian Piero Ventura infatti è stato il primo ex allenatore giarrese ad essere chiamato come Commissario Tecnico della Nazionale di calcio dell’Italia. «Nel linguaggio sportivo, rapporto di natura economica per fini pubblicitari tra un’associazione sportiva e una ditta industriale. Invidiare e detestare chi acquisisce gloria e onori senza sforzo, mentre decine di bravi autori stentano a raggiungere un decimo del pubblico di ON, è per noi assolutamente giusto. Cosa che porta al proselitismo: chi non ha un conoscente “nostalgico” che ha tentato di trascinarlo nel gorgo? A mio parere, la cosa più schifosa che si può fare nella vita è far sentire inadeguato chi ti vuole bene, e più tradimento di così uno può giusto morire.. «È una cosa inaccettabile e sgradevole. Bisogna infine rilevare come il materiale “nostalgico” non sia infinito, non a caso l’asticella di cosa è nostalgia e cosa no (lo decide sempre Bini, ovviamente) ogni tanto si sposta un po’ più in là. Fra un po’ anche Neymar sarà nostalgico e arriveremo al cortocircuito definitivo.